Piccolo, ma glorioso, l’Ente Luglio Musicale Trapanese ha sempre rivestito un ruolo di rilievo nel panorama musicale italiano e siciliano. La stagione estiva, che si aprì il 21 agosto del 1948 con Mefistofele di Arrigo Boito, è divenuta un’Istituzione capace di una proposta culturale ricca e articolata.

L’Ente Luglio Trapanese realizzò che un Concorso di canto avrebbe rivestito un significato nuovo e diverso rispetto ai molti che già si svolgevano, se ai premi avesse offerto la possibilità di debuttare in un’opera, anche in un piccolo ruolo. La carta vincente era proprio la scelta di mettere a tema un titolo, perché il problema dei giovani era ed è quello di cantare. La sparizione dei teatri di provincia, vera e propria palestra di esperienze, ha reso ancora più difficile il farlo. Fu vincente l’intuizione di associare il Concorso a Giuseppe Di Stefano. Si individuò un patron di fama internazionale, mai dimenticato dai pubblici di tutto il mondo, siciliano di origine, milanese di adozione, capace di rappresentare degnamente la città di Trapani e di proiettarla in una dimensione internazionale.

La prima edizione ebbe luogo nel 1994, voluta fortemente dall’allora Direttore Artistico, Francesco Braschi. Il titolo a concorso fu La Bohème, uno dei cavalli di battaglia di Giuseppe Di Stefano. In qualità di Presidente della Giuria Giudicatrice si attorniò di tre artisti assoluti, il tenore Jon Vickers, l’Otello e il Tristano di Herbert von Karajan, l’intramontabile Rolando Panerai e il soprano Felicia Weathers, artista di carriera internazionale con prestigiose presenze alla Scala e al Met. Con loro c’erano maestri di canto, registi, direttori artistici, e Lea Peverini, direttrice del locale Conservatorio. Alla Giuria Giudicatrice si aggiunsero alcuni osservatori che segnalassero elementi meritevoli, ma non entrati nella rosa dei premiati o dei destinatari dei ruoli dell’opera di Puccini.

L’impostazione del Concorso era chiarissima e trovò un’ulteriore conferma nella scelta di affiancare alla prima una seconda Giuria, molto snella, formata da critici musicali di chiara fama, attivi nel versante dell’opera, per dare alla manifestazione la necessaria risonanza in Italia e nel mondo. La seconda edizione mise a Concorso La Traviata ed ebbe in giuria la grande Magda Olivero, che divenne negli anni un’eccellente amica del Luglio Musicale Trapanese, dispensatrice di consigli a giovani cantanti emergenti nel lavoro di preparazione per il debutto nell’opera scelta. Violetta fu Dimitra Theodossiou, che negli anni a seguire fu protagonista di momenti di indubbio rilievo nella storia del teatro lirico.

Ugualmente fortunate furono la III e la IV edizione, quelle del ’96 e del ’97. C’erano a concorso L’elisir d’amore e la Cenerentola: Nemorino assegnato ad Antonino Siragusa e Dandini a Nicola Alaimo. Da quelle giovanili affermazioni, il tenore e il bass-baritono siciliani hanno percorso una carriera di assoluto prestigio che li ha portati ad essere due dei più rappresentativi interpreti rossiniani (e non solo) del nostro tempo.
Non rimarrebbe che compilare l’albo d’oro dei vincitori del Concorso. Ma si correrebbe rischio di dimenticare qualche nome.

Ci sembra più utile sottolineare che oggi, nel centenario della nascita di Giuseppe Di Stefano, il Concorso rinasce, dopo una lunga interruzione, fortemente voluto dal Direttore Artistico, il Maestro Matteo Beltrami, che ha trovato pronto e pieno sostegno nell’Amministrazione della Città.
Rimane immutata la filosofia di portare ad un debutto, compiendo, però, un percorso inverso. Non si parte più da un titolo. Ma dalle voci selezionate si individuerà l’opera che meglio le metta in risalto. La Giuria sarà composta da operatori del settore, direttori artistici, agenti di canto, che possano offrire ai partecipanti chances di carriera, là dove ne individuino le doti. Sarà ancora affiancata da una Giuria di critici musicali attivi su testate nazionali.

Il Concorso continuerà a portare nel mondo il nome di Trapani e del Luglio Musicale Trapanese unito a quello del celebre tenore. Giuseppe Di Stefano non è l’unico tenore siciliano di grande fama, ma certo uno dei più importanti, che non solo fa parte della storia del canto, ma anche della sua leggenda.

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